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LA-GAR-TO

 

acabo de descubrilo..y no puedo no compartirlo!

y el autor me parece un genio!

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di balene in brasile

Baleia Franca

 

Non era previsto un viaggio in brasile e ancor meno un avvistamento come questo, niente meno che una Eubalaena Australis una lentissima forza della natura, oltre a innumerevoli specie di uccelli, piante gigantesche, spiagge chilometriche di sabbia bianchissima e orchidee che spuntano come fiori di campo a primavera.

Ma se da una barte avvisti balene, dall’altra fai la balena avvistata/cacciata e gli abbondanti 70 chili per un 1 metro e 1/2 di statura non tengono lontani gli squali…e non parlo di questo qua sotto,che è un tenerissimo tiburón che mi fece compagnia mentre imparavo a respirare sott’acqua in nicaragua.

mi primer tiburòn
mi primer tiburón

Mentre come una bella balenottera mi aggiravo tutta gnuda per la spiaggia completamente deserta pronta per una sessione ecosex con la pachamama tra i flutti che sbattevano sugli scogli…ecco che il pipparo stile capocotta arriva…dopo un tentativo di arpionaggio a cui segue un NO  e un no falo portugues…il personaggio in questione comincia la maratona della pugnetta…ossia come camminare lungo la spaiggia, smanettarselo mettendolo in mostra e  e contemporaneamente sbirciare la balena bianca …. aspetta che ti aspetta il tempo passa il sole brucia e io a bocca asciutta e  con un’insolazione da tremarella e febrre…ma porcoddio!!!

No me Arrepiento de Nada / Non mi Pento di Niente

No me Arrepiento de Nada 

Desde la mujer que soy,
a veces me da por contemplar
aquellas que pude haber sido;
las mujeres primorosas,
hacendosas, buenas esposas,
dechado de virtudes,
que deseara mi madre.
No sé por qué
la vida entera he pasado
rebelándome contra ellas.
Odio sus amenazas en mi cuerpo.
La culpa que sus vidas impecables,
por extraño maleficio,
me inspiran.
Reniego de sus buenos oficios;
de los llantos a escondidas del esposo,
del pudor de su desnudez
bajo la planchada y almidonada ropa interior.
Estas mujeres, sin embargo,
me miran desde el interior de los espejos,
levantan su dedo acusador
y, a veces, cedo a sus miradas de reproche
y quiero ganarme la aceptación universal,
ser la Gioconda irreprochable.
Sacarme diez en conducta
con el partido, el estado, las amistades,
mi familia, mis hijos y todos los demás seres
que abundantes pueblan este mundo nuestro.
En esta contradicción inevitable
entre lo que debió haber sido y lo que es,
he librado numerosas batallas mortales,
batallas a mordiscos de ellas contra mí
-ellas habitando en mí queriendo ser yo misma-
transgrediendo maternos mandamientos,
desgarro adolorida y a trompicones
a las mujeres internas
que, desde la infancia, me retuercen los ojos
porque no quepo en el molde perfecto de sus sueños,
porque me atrevo a ser esta loca, falible, tierna y vulnerable,
que se enamora como alma en pena
de causas justas, hombres hermosos,
y palabras juguetonas.
Porque, de adulta, me atreví a vivir la niñez vedada,
y rompí lazos inviolables
y me atreví a gozar
el cuerpo sano y sinuoso
con que los genes de todos mis ancestros
me dotaron.
No culpo a nadie. Más bien les agradezco los dones.
No me arrepiento de nada, como dijo la Edith Piaf.
Pero en los pozos oscuros en que me hundo,
cuando, en las mañanas, no más abrir los ojos,
siento las lágrimas pujando;
veo a esas otras mujeres esperando en el vestíbulo,
blandiendo condenas contra mi felicidad.
Impertérritas “niñas buenas” me circundan
y danzan sus canciones infantiles contra mí
contra esta mujer
hecha y derecha,
plena.
Esta mujer de pechos en pecho
y caderas anchas
que, por mi madre y contra ella,
me gusta ser.
(Gioconda Belli)

la ultima

Non mi pento di niente

Dalla donna che sono,
mi succede, a volte,
di osservare, nelle altre, la donna che potevo essere;
donne garbate,laboriose, buone mogli,
esempio di virtù,
come mia madre avrebbe voluto.

Non so perchè
tutta la vita
ho trascorso a
ribellarmi a loro.
Odio le loro minacce
sul mio corpo
la colpa che le loro vite
impeccabili,
per strano maleficio
mi ispirano;
mi ribello contro le loro buone azioni,
contro i pianti di nascosto
del marito,
del pudore della sua nudità
sotto la stirata e inamidata biancheria intima.

Queste donne,
tuttavia, mi guardano
dal fondo dei loro specchi;
alzano un dito accusatore
e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo
e vorrei guadagnarmi il consenso universale,
essere “la brava bambina”, essere la “donna decente”,
la Gioconda irreprensibile,
prendere dieci in condotta
dal partito, dallo Stato,
dagli amici,
dalla famiglia, dai figli
e da tutti gli esseri
che popolano abbondantemente
questo mondo.

In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere
e quel che è,
ho combattuto numerose
battaglie mortali,
battaglie a morsi, loro contro di me
– loro contro di me che sono me stessa –
con la psiche
dolorante,
scarmigliata,
trasgredendo progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me
che, fin dall’infanzia, mi guardano torvo
perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,
perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile
che si innamora come una triste puttana
di cause giuste,
di uomini belli
e di parole giocose.

Perchè, adulta, ho osato vivere l’infanzia proibita
e ho fatto l’amore sulle scrivanie nelle ore d’ufficio,
ho rotto vincoli inviolabili
e ho osato godere
del corpo sano e sinuoso
di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
Non incolpo nessuno. Anzi li ringrazio dei doni.

Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:
ma nei pozzi scuri in cui sprofondo al mattino,
appena apro gli occhi,
sento le lacrime che premono,
nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,
rompendo cappe e strati di roccia terziaria e quaternaria,
vedo le altre donne che sono in me,
sedute nel vestibolo
che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità

.
Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili
contro di me;
contro questa donna fatta, piena,
la donna dal seno sodo
e i fianchi larghi,
che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.

(Gioconda Belli)

Boscaglia interiore con musica e spiaggia

musica e spiaggia

 

Io cerco in uno sguardo profondo

note vibranti

 
Io cerco nell’albero di mango
dei rami che si cullino con la forza
dei venti alisei
 
Io cerco lunghe distese dove il panorama
mi ricordi la mia boscaglia interiore
 
Io cerco la luna, le conchiglie sulla spiaggia,
il mormorio delle onde
 
Io cerco il movimento, le sfide,
un altro sguardo
 
Io cerco le parole che decifrino i miei giorni,
la mappa simbolica della mia esistenza
aquí el original en español, y de paso también la traducción al ingles
la Bruja Rodriguez tra mille altre cose è anche poeta, io solo ho provato a tradurla per una volta, e di passo, ricordare…

gravidanze precoci? in nicaragua la soluzione…..

“Perate! Perate!Porque la primera vez también embaraza. Mejor Esperate!!”

“Aspetta! Aspetta! Perchè anche la prima volta puoi rimanere incinta! è meglio se aspetti!!”

L’ultima campagna di educazione sessuale lanciata da una rete di ong  ha deciso di puntare tutto sull’astinenza!  e il messaggio si ripete martellante da ogni radio alternandosi a regueton  e salse che inneggiano al sesso!

In un paese dove solo nel 2009 più di 1500 ragazzine tra i 10 e 14 anni sono rimaste incinte  (su una popolazione di nazionale di 5 milioni di persone), dove il 70 % della popolazione ha meno di 30 anni, dove le parole chiave del governo cromoterapico sono cristiana, socialista e solidaria …beh non fa una piega  dopo la criminalizzazione di qualsiasi tipo di aborto.

Perchè puntare ancora sugli obsoleti preservativi?!meglio optare per magliette e portachiavi che inneggiano, velatamente, a conservare il sacro fiore della veginità!

A parte la lettura dei media nazionali (qui e qui per esempio), qui  trovate, invece,  la relazione alternativa su educazione sessuale e aborto terapeutico a managua curata dal programma femminista la corriente.

Con forza e pazienza il movimento delle donne nicaraguiensi lotta…non è moltitudinario, e un pò di cose mi straniscono (colpa dell’eurocentrismo?), ma questo è un altro post.